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Ecco l’Intrepida 2017: tutte le novità della corsa revival sempre più reale

Dalle fucilate a Trieste del 1946, fino alla tempesta del Gavia nel 1988, queste alcune delle prove speciali destinate ai concorrenti.

Si preannuncia una edizione straordinaria quella dell’Intrepida 2017. Grandi scenografie permetteranno ai concorrenti di rivivere alcune delle esperienze più significative della storia del ciclismo italiano. Proprio per questo un grande campione del recente passato come Franco Chioccioli ha scelto di partecipare alla, sempre più importante, rievocazione ciclistica. “Quando mi hanno detto che avrei dovuto rivivere la tappa del Gavia non ci ho pensato due volte”, racconta in conferenza stampa il Coppino già trionfatore del Giro 1991, che aggiunge come “questa volta mi doterò di triplo maglione di lana rosa per non rimanere assiderato come nel 1988”. Proprio la tempesta del Gavia sarà una delle sorprese dell’Intrepida 2017. Lungo una delle strade che conducono a Monte Santa Maria Tiberina verrà ricostruita la tempesta di neve che annientò molti dei concorrenti di quella storica tappa. Effetti speciali, scenografie e temperature polari, verranno allestite sia nella salita che nella discesa. I primi dieci che supereranno la cima innevata del Passo Gavia-Monte Santa Maria vinceranno una settimana bianca a Madonna di Campiglio con test quotidiano dell’ematocrito, mentre agli ultimi dieci è riservato un ritemprante stage invernale nei pressi del lago Bajkal finalizzato alla preparazione all’edizione 2018.

Patriottica la parte relativa al ricordo dei fatti del 1946, quando il giro fu accolto a Trieste da scariche di fucile e sassate. Nei pressi di Piosina verrà organizzata una accoglienza “alla triestina”. I concorrenti indosseranno delle pettorine con cinghiali e altra selvaggina disegnata e dovranno attraversare alcuni settori presidiati da cacciatori rigorosamente dotati di armi prodotte prima del 1946. La selezione nel gruppo dei concorrenti sarà naturale e saranno premiati coloro che saranno più scattanti ed in grado di evitare i pallettoni dei cacciatori e le sassate dei bambini filo-jugoslavi. Altra tattica utile ai capitani sarà l’utilizzo dei gregari come scudo umano.

Temibile la trovata che farà più discutere, ovvero la borraccia con la “bomba”. A metà gara, all’incirca al secondo passaggio da Anghiari, in modo del tutto casuale i concorrenti potranno usufruire di un rifornimento su borracce speciali. Il caso assegnerà ai ciclisti storici una bevanda, che dovrà essere bevuta nel chilometro successivo. Le bevande nascoste in borraccia potranno essere: Stock 84, Ferrochina Bisleri, Oro Pilla, acqua originale della borraccia scambiata da Coppi e Bartali, Dom Bairo l’Uvamaro, anfetamine, cera, caffeina, sangue di Lance Armstrong o addirittura un mix di tutto questo.

Coloro che sopravvivranno alle tre appassionanti prove saranno chiamati all’ultima fatica, i 1440 metri del Palio della Vittoria. Un chilometro e mezzo in salita senza regole dove i ciclisti potranno abbattersi tra di loro, le ammiraglie potranno investire gli avversari e il pubblico, solo con vestiti originali che vadano dagli anni ’30 ai primi anni ’80 potrà colpire i ciclisti a proprio piacimento.

“E’ solo questione di tempo, forse c’è bisogno di qualche morto e ferito, ma a breve l’intrepida e suo realismo supereranno il successo dell’Eroica”, commenta con un pizzico di sagacia e sano realismo il primo cittadino di Anghiari Alessandro Polcri.

Jurgen Sparwasser

Una carriera come mezzala al Magdeburgo con un bottino di una Coppa delle Coppe, tre scudetti e quattro coppe nazionali. La sera del 22 giugno 1974 la sua vita cambia. Abbandona la Germania Orientale per dedicare tutta la sua vita a scrivere articoli giornalistici per lo Zozzo.