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Bitum Of Joy, intervista esclusiva

Come vi siete conosciuti e quali sono state le tappe della vostra avventura assieme come Bitum of Joy?

Il gruppo è nato per gioco, mentre stavamo estraendo degli aculei di istrice dagli pneumatici del furgone del gruppo, un Ford Trasnsìto del 1882. Abbiamo frequentato tutti elettricisti al Margaritone si Sanzeponcro e ci siamo ritrovati accomunati dalla voglia di stare insieme e di fare musica. Abbiamo cominciato facendo cover dei Green Day, poi, dopo l’allontanamento di tutti i membri, il gruppo è andato avanti per anni in autogestione e grazie alla perseveranza di alcuni componenti che si sono avvicendati (ma mai più di uno contemporaneamente) abbiamo deciso di fare il salto di qualità e di cominciare a scrivere pezzi nostri, con testi rigorosamente in italiano, ispirati ai Green Day.

Parliamo proprio del nome: come nasce e quale ne è il significato?

Il nome è nato per caso, mentre stavamo costruendo un bacino di compostaggio per la nostra sala prove. Deriva da una canzone dei Green Day “Basket Case”.

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I Bitum Of Joy nel loro periodo jazz/soul

Come si compone la vostra attuale formazione?

Dopo numerosi cambi di formazione e l’avvicendarsi di diversi membri che hanno lasciato per studiare a Perugia, divergenze stilistiche, motivi personali, assunzioni alla Tratos Cavi, ammissioni alla Loggia P2, arruolamenti coatti a Scientology, scorbuto, gravidanze spontanee e infortuni ai legamenti, siamo tornati alla formazione originale con Loredano Fuckbush Forasiepi alla voce & chitarra; Alda Mimmina Brogialdi al basso & cori e Modimbo, di origini senegalesi, alla batteria.

Come definireste, in due parole, la vostra musica?

Frizzante, spumosa, schiumosa, ammiccante, scatologica.

C’è un brano che preferite fra quelli del vostro repertorio?

Il brano che più ci accomuna, nel bene e nel male è “Street with Right of Precedence”, dedicata alla memoria del nostro oboista Dimauro Di Mauro, tragicamente morto di vecchiaia a sette anni mentre, sulla sua bici, volava da un precipizio dopo essere stato investito da un’auto pirata guidata da un rumeno ‘briaco. Il messaggio della canzone è “vivi la tua vita” nonché “credi in te stesso”.

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La svolta new wave nel 1989

Quali sono le vostre ispirazioni dal punto di vista musicale?

Ascoltiamo un po’ di tutto, dal rock, al punk dei Green Day, al pop, la modern classical, l’ottava rima, la rumba, la dodecafonia, il funkabbestia, il rastamanno, l’acid house, il bifolk, la dubstep, il grande Vasco, la minimal, ma soprattutto i Green Day. Ma assolutamente siamo contro la politica!!!

Sappiamo che è da poco uscito il vostro demo autoprodotto “Pulp Frigo”. Avremo occasione di sentire i nuovi pezzi anche in sede live?

Il nostro tour estivo è denso di impegni. Domenica saremo al battesimo del mi cugino ale Petricce, il 27 a Corposano, poi alla Sagra dei Frullini di Falcigiano, la Ranocchiata a Scoiano, per l’Assunzione al ritiro dale sore de Montauto, anche quest’anno l’immancabile Palio dei Frustoni di Valboncione, a alle 11:30 al Poggio de Stantino.

Vi abbiamo visto di recente calcare i palchi di importanti contest. Potete dirci quali riconoscimenti avete ricevuto?

Un cornetto al Cornetto Free Music Festival del Cornetto, una finocchiona come secondi classificati al Fabbrecce Sound Trystem e come premio della Giuria di Cualità la Nutria d’Oro del Breccionefest.

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Diana Vedemizzi